Pomigliano d'Arco

<b>Pomigliano d'Arco</b> è un <a title="Comune (Italia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comune_(Italia)">comune italiano</a> di 39 794 abitanti della <a title="Città metropolitana di Napoli" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_metropolitana_di_Napoli">città metropolitana di Napoli</a> in <a title="Campania" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campania">Campania</a>. È noto per il suo polo industriale tra i più grandi ed influenti del <a title="Italia meridionale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia_meridionale">sud Italia</a>. Nell'area industriale è presente, tra gli altri, lo <a title="Stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stabilimento_Alfa_Romeo_di_Pomigliano_d%27Arco">stabilimento Gian Battista Vico</a> di <a title="Fiat Chrysler Automobiles" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_Chrysler_Automobiles">Fiat Chrysler Automobiles</a>, il centro <a title="Elasis" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elasis">Elasis</a> (sempre Fiat), lo stabilimento dell'<a title="Alenia Aermacchi" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alenia_Aermacchi">Alenia Aermacchi</a> e quello dell'<a title="Avio (azienda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Avio_(azienda)">Avio</a>, oltre ad aver ospitato negli anni sessanta il primo <a title="Aeroporto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aeroporto">aeroporto</a> della <a title="Campania" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campania">Campania</a>. <h2><span id="Geografia_fisica" class="mw-headline">Geografia fisica</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Geografia fisica" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=1">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Geografia fisica" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=1">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h2> <h3><span id="Territorio" class="mw-headline">Territorio</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Territorio" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=2">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Territorio" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=2">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h3> Pomigliano d'Arco è posizionata 12 km a est di <a title="Napoli" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a><sup id="cite_ref-2" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pomigliano_d'Arco#cite_note-2">[2]</a></sup> e a nord del <a title="Vesuvio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vesuvio">Vesuvio</a>, si estende su un territorio del tutto pianeggiante e fertile. Fa parte del territorio comunale anche la Masseria <a title="Cutinelli" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cutinelli">Cutinelli</a>, un'<a class="mw-redirect" title="Exclave" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Exclave">exclave</a> posta all'interno del comune di <a title="Sant'Anastasia (Italia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sant%27Anastasia_(Italia)">Sant'Anastasia</a>. La città presenta una zona storica ed una zona più nuova sviluppatasi negli <a title="Anni 1960" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1960">anni sessanta</a> e settanta in conseguenza della forte attrattiva che suscitava il polo industriale, che si andava in quegli anni completando. <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"> <a class="image" href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Pomigliano1.jpg"><img class="thumbimage" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1f/Pomigliano1.jpg/220px-Pomigliano1.jpg" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1f/Pomigliano1.jpg/330px-Pomigliano1.jpg 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1f/Pomigliano1.jpg/440px-Pomigliano1.jpg 2x" alt="" width="220" height="293" data-file-width="2736" data-file-height="3648" /></a> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Scorcio di Via Libertà, nei pressi della sede del comando di Polizia Locale e della Protezione Civile di Pomigliano d'Arco </div> </div> </div> <h3><span id="Clima" class="mw-headline">Clima</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Clima" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=3">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Clima" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=3">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h3> Il clima è molto umido, a causa del terreno su cui è insediata la città, che un tempo accoglieva paludi e acquitrini. La zona è spesso battuta dai venti che arrivano dall'appennino e dalle gole dell'avellinese. La stazione meteorologica più vicina è quella di Napoli Capodichino. <table class="noprint"> <tbody> <tr> <td><img class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f1/Exquisite-kfind.png/20px-Exquisite-kfind.png" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f1/Exquisite-kfind.png/30px-Exquisite-kfind.png 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f1/Exquisite-kfind.png/40px-Exquisite-kfind.png 2x" alt="Exquisite-kfind.png" width="20" height="20" data-file-width="128" data-file-height="128" /></td> <td><i>Lo stesso argomento in dettaglio: <b><a title="Stazione meteorologica di Napoli Capodichino" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_meteorologica_di_Napoli_Capodichino">Stazione meteorologica di Napoli Capodichino</a></b></i>.</td> </tr> </tbody> </table> <h2><span id="Storia" class="mw-headline">Storia</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Storia" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=4">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Storia" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=4">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h2> Salvatore Cantone, il massimo storico di Pomigliano d'Arco, nei suoi “Cenni Storici” fa risalire l'origine del paese all'<a class="mw-redirect" title="Età romana" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_romana">età romana</a>, allorquando Q. Fabio Labeone, spedito sul luogo dal senato romano, quale arbitro in una controversia di confini tra Napoli e Nola, devolse alla repubblica il territorio conteso, che per questo divenne “Campo Romano”. A guardia di esso, Roma pose dei coloni, tra i quali vi erano i “Pomilii” a cui certo si deve il nome Pomigliano. Il Cantone, dunque, come del resto già Vittorio Imbriani, esclude che il nome “Pomigliano” sia di matrice spagnola pomi e llano (pianura dei pomi), come pure suggerisce lo stemma, giacché il paese è più antico della dominazione spagnola. L'altra metà del nome, d'Arco, allude alla collocazione del paese rispetto agli archi dell'acquedotto Claudio, che portava da Serino a Baia “Piscina Mirabile”, immenso serbatoio d'acqua per i bisogni della flotta romana. Con le espressioni “intus arcora” e “foris arcora”, infatti si era soliti collocare le località ai piedi del <a title="Monte Somma" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Somma">Monte Somma</a>, alludendo evidentemente al fatto che esse fossero di qua o al di là dell'acquedotto suddetto. Con la diffusione del <a title="Cristianesimo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo">Cristianesimo</a> i padri si raccolsero intorno ad una chiesa dedicata a <a class="mw-disambig" title="San Felice" href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Felice">San Felice</a>, circondando il borgo di mura e baluardi, ancora visibili sulla fine del 1700. Fuori il circuito delle mura fu eretta poi un'altra chiesa, quella della <a class="mw-disambig" title="Santa Croce" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Croce">Santa Croce</a>, affidata ai padri greci di <a title="San Basilio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Basilio">San Basilio</a>; intorno ad essa sorse un altro gruppetto di case che andò a costituire il borgo Santa Croce. Con l'introduzione, nell'<a title="Alto Medioevo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alto_Medioevo">Alto Medioevo</a>, del regime feudale, Pomigliano fu anch'esso costituito in feudo. Nel <a title="Feudo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feudo">feudo</a> il barone aveva suoi ufficiali per l'esazione dei suoi diritti. Il suo rappresentante maggiore era il “governatore”, che risiedeva nel castello o palazzo baronale, in piazza del Mercato. Il Cantone, con uno sforzo titanico, ricostruiva nei suoi “Cenni Storici”<sup id="cite_ref-3" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pomigliano_d'Arco#cite_note-3">[3]</a></sup> l'elenco dei vari signori che si susseguirono, accompagnando i singoli talvolta di aneddoti curiosi e simpatici; così ricorda le conseguenze che la città patì per mano dei Francesi di Carlo VIII (ben trecento pomiglianesi furono massacrati in modo orrendo), nonché le numerose eruzioni vesuviane, come quella del 1631, che gravi danni arrecò alle strade e all'acquedotto (detto del Carmignano). Ma pure lo storico annota la visita a Pomigliano del Re Carlo di Borbone, che nel gennaio del 1735 si fermò a pranzo in città con tutto il suo seguito, per proseguire verso Nola. L'avvento dei <a class="mw-redirect" title="Giacobini" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giacobini">Giacobini</a>, al quale i pomiglianesi si opposero fieramente, lasciò lutti e incendi, malgrado la fine della fase feudale. Nel 1836 il paese fu quindi decimato da un'epidemia di colera; le salme furono inumate parte nel cimitero di Napoli, parte in quello di <a title="Afragola" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Afragola">Afragola</a>. Per codesto motivo si stabilì di realizzare a Pomigliano un cimitero, alla cui costruzione fa cenno Paolo Emilio Imbriani in memorabili versi endecasillabi. <i>“ ... Nella solinga</i> <i>ed ascondita via che dalle rose,</i> <i>dilettanza di vergini si noma,</i> <i>levasi a manca, ahi, delle rose invece</i> <i>il funereo cipresso; e il cimitero</i> <i>adombra. Io riposarmi ebbi in costume</i> <i>sotto il rezzo de' pampini e de' pioppi,</i> <i>quando affannato in giovanili corse</i> <i>dal cammino avea requie</i> <i>e pace avrommi io là, negata</i> a<i>ltrove..."</i> La <a title="Restaurazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Restaurazione">restaurazione</a> post-napoleonica, decisa dal <a title="Congresso di Vienna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Congresso_di_Vienna">Congresso di Vienna</a>, riportando sul trono i deposti sovrani, divenne sinonimo di reazione. Nelle Due Sicilie i <a title="Borbone" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Borbone">Borbone</a> si abbandonarono a repressione e vendetta; non restava che la cospirazione nell'ambito delle società segrete, da qui si originarono i moti del '20-'21 e del '48. A questi ultimi eventi prese parte anche Carlo Poerio, che, però, tradito da un suo compaesano, Mauro Colella, finì per essere tratto in arresto. In quei concitati momenti anche parecchi patrioti pomiglianesi furono arrestati, tra questi era il dottore Carmine Guadagno, che non riuscì a sopravvivere alla prigionia. L'impresa dei Mille, infine, segnò la fine delle Due Sicilie. Una ristretta classe dirigente (Destra e Sinistra Storica) di origine aristocratico-borghese si accollò il difficile compito di traghettare il paese verso l'effettiva unità nazionale. Un importante contributo alla vita politica del tempo recarono le due massime glorie del tempo: Felice Toscano e Vittorio Imbriani. Il Toscano era nato a Pomigliano d'Arco nel 1819; nelle sue vene scorreva sangue carbonaro: sua madre, infatti, Maria Giuseppa Guadagno era sorella del celebre patriota Carmine Guadagno. Compì i suoi studi nel seminario di Nola al tempo del suo massimo splendore; poi, a Napoli, frequentò la scuola del filoso Luigi Palmieri, concludendo la sua formazione nella Reale Università di Napoli. Nella Capitale aprì uno studio privato di filosofia che in breve fu tra i più rinomati e affollati. Attese nel frattempo alla pubblicazione dei suoi scritti, tra i quali meritano di essere ricordati: un “Corso elementare di filosofia” e un “Corso di filosofia del diritto”. Con l'<a class="mw-redirect" title="Unità d'Italia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A0_d%27Italia">Unità d'Italia</a>, il Toscano fu nominato prima professore di filosofia del prestigioso Liceo-Ginnasio “Vittorio Emanuele II” di Napoli, poi docente pareggiato di Filosofia del diritto nell'Ateneo napoletano. Infine fu nominato Preside nel liceo di <a title="Campobasso" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campobasso">Campobasso</a>, ma per ragioni di salute rinunziò all'incarico e all'insegnamento statale. Riversò piuttosto le sue energie nell'agone politico, esercitando il mandato di Sindaco della città di Pomigliano. Le sue vicende, allora, si intrecciano con quelle di Vittorio Imbriani, napoletano di nascita, figlio di P.Emilio e Carlotta Poerio (sorella del poeta Alessandro e del patriota Carlo). Nel 1849 seguì suo padre in esilio a Genova; qualche mese dopo la famiglia si trasferì prima a Nizza, poi riparò a Torino ove v'erano altri esuli, tra cui Francesco De Sanctis e Bertrado Spaventa. Vittorio frequentò le lezioni del De Sanctis al <a class="mw-redirect" title="Politecnico di Zurigo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Politecnico_di_Zurigo">Politecnico di Zurigo</a>, poi si trasferì a Berlino, per perfezionarsi negli studi filosofici; da qui però si allontanò per evitare di essere sottoposto a processo per aver partecipato ad alcuni duelli di pistola (nell'ultimo dei quali riportò una grave ferita), riparando a Parigi, ove si affiliò alla Massoneria. Frattanto fu nominato docente di letteratura tedesca presso l'Università di Napoli, alternando l'attività di saggista a quella di giornalista. Allo scoppio della <a class="new" title="Terza Guerra d'indipendenza (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Terza_Guerra_d%27indipendenza&action=edit&redlink=1">Terza Guerra d'indipendenza</a> si arruolò, ma venne fatto prigioniero a Bezzecca dagli Austriaci. Circolarono sui giornali voci della sua morte. Al ritorno a Napoli si rituffò nell'attività di scrittore, nelle polemiche e nei duelli. Nel 1872 si stabilì a Pomigliano in una proprietà (in Via Pigna) di sua nonna paterna (Caterina De Falco); qui fu nominato Sindaco (ma si dimise dopo pochi mesi) e consigliere provinciale. A Milano sposò Gigia Rosnati, da cui nacquero Paolo E. II e Carlotta che perirono entro pochi mesi dalla nascita. Fu nominato professore di Estetica, ma non poté mai salire in cattedra perché ammalatosi di atassia locomotrice. Continuò, pur tra atroci sofferenze, a studiare e a scrivere. Morì il primo gennaio 1886. I suoi resti mortali e quelli di tutti i suoi familiari riposano nel cimitero vecchio di Pomigliano d'Arco, e precisamente nella cappella gentilizia di famiglia, oggi monumento nazionale per decreto del <a title="Presidente della Repubblica Italiana" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Repubblica_Italiana">Presidente della Repubblica</a>. <h2><span id="Monumenti_e_luoghi_d.27interesse" class="mw-headline">Monumenti e luoghi d'interesse</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Monumenti e luoghi d'interesse" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=5">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Monumenti e luoghi d'interesse" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=5">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h2> <h3><span id="Architetture_religiose" class="mw-headline">Architetture religiose</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Architetture religiose" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=6">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Architetture religiose" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=6">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h3> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"> <a class="image" href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:San_Felice_in_processione_a_Pomigliano_d%27Arco.jpg"><img class="thumbimage" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2c/San_Felice_in_processione_a_Pomigliano_d%27Arco.jpg/220px-San_Felice_in_processione_a_Pomigliano_d%27Arco.jpg" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2c/San_Felice_in_processione_a_Pomigliano_d%27Arco.jpg/330px-San_Felice_in_processione_a_Pomigliano_d%27Arco.jpg 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2c/San_Felice_in_processione_a_Pomigliano_d%27Arco.jpg/440px-San_Felice_in_processione_a_Pomigliano_d%27Arco.jpg 2x" alt="" width="220" height="165" data-file-width="2144" data-file-height="1608" /></a> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> San Felice in processione a Pomigliano d'Arco (2012) </div> </div> </div> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"> <a class="image" href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:San_Felice,_Pomigliano_d%27Arco.JPG"><img class="thumbimage" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f3/San_Felice%2C_Pomigliano_d%27Arco.JPG/220px-San_Felice%2C_Pomigliano_d%27Arco.JPG" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f3/San_Felice%2C_Pomigliano_d%27Arco.JPG/330px-San_Felice%2C_Pomigliano_d%27Arco.JPG 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f3/San_Felice%2C_Pomigliano_d%27Arco.JPG/440px-San_Felice%2C_Pomigliano_d%27Arco.JPG 2x" alt="" width="220" height="293" data-file-width="3456" data-file-height="4608" /></a> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Teca di San Felice, Pomigliano d'Arco </div> </div> </div> <div class="thumb tleft"> <div class="thumbinner"> <a class="image" href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Pomigliano_d%27Arco,_San_Felice_by_Buglione.JPG"><img class="thumbimage" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/00/Pomigliano_d%27Arco%2C_San_Felice_by_Buglione.JPG/220px-Pomigliano_d%27Arco%2C_San_Felice_by_Buglione.JPG" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/00/Pomigliano_d%27Arco%2C_San_Felice_by_Buglione.JPG/330px-Pomigliano_d%27Arco%2C_San_Felice_by_Buglione.JPG 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/00/Pomigliano_d%27Arco%2C_San_Felice_by_Buglione.JPG/440px-Pomigliano_d%27Arco%2C_San_Felice_by_Buglione.JPG 2x" alt="" width="220" height="165" data-file-width="4608" data-file-height="3456" /></a> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Pomigliano, Chiesa di San Felice </div> </div> </div> <ul> <li>La Chiesa Del Carmine, situata in Piazza Municipio, è insieme alla chiesa di <a title="Felice di Nola (prete)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Felice_di_Nola_(prete)">San Felice</a>, una delle principali del paese. All'interno racchiude preziose testimonianze della storia della zona: vi sono presenti una figura lignea raffigurante <i>La Madonna del Parto</i>, molto cara ai pomiglianesi, e una tela de <i>La Madonna della Cintola col Bambino</i> risalente al XVI secolo. La chiesa era parte di un convento poi adibito a sede comunale</li> <li>La Chiesa di San Felice in Pincis è la chiesa principale di Pomigliano d'Arco, dedicata al santo patrono. Si trova nel centro storico, sul corso principale. La chiesa ospita alcune opere importanti: l'affresco più antico è del cinquecento. È dotata di campanile, posto dietro alla cupola principale, antichissimo (del XV secolo), costruito in tufo e pietra locale.<sup id="cite_ref-4" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pomigliano_d'Arco#cite_note-4">[4]</a></sup></li> </ul> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"> <a class="image" href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Pomigliano2.jpg"><img class="thumbimage" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/38/Pomigliano2.jpg/220px-Pomigliano2.jpg" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/38/Pomigliano2.jpg/330px-Pomigliano2.jpg 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/38/Pomigliano2.jpg/440px-Pomigliano2.jpg 2x" alt="" width="220" height="197" data-file-width="2436" data-file-height="2184" /></a> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Taverna d' o Passo - Stato Attuale </div> </div> </div> <h3><span id="Architetture_civili" class="mw-headline">Architetture civili</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Architetture civili" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=7">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Architetture civili" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=7">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h3> <ul> <li>Le Taverne: nel XVIII secolo, con lo svilupparsi dell'abitato, il paese assume sempre più importanza per i mercanti di passaggio. Le taverne sorgevano nel centro cittadino ed erano delle locande, alcune adibite a dogana locale per chi proseguiva per <a title="Napoli" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a> o <a title="Acerra" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acerra">Acerra</a>. La più importante è stata la <i>Taverna d'o Passo</i> che è possibile riconoscere in Piazzetta Garibaldi, con 7 archi a tutto sesto (di cui due ciechi) e alcuni elementi barocchi.<sup id="cite_ref-5" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pomigliano_d'Arco#cite_note-5">[5]</a></sup></li> <li>Palazzo del Municipio, situato nell'omonima piazza, era in origine un Convento collegato alla chiesa del Carmine.</li> <li>Il Palazzo Baronale, situato in Piazza Municipio, fu ricostruito a metà del Seicento da Diomede Carafa, feudatario del casale a causa di un violento incendio. Nel <a title="1735" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1735">1735</a> <a title="Carlo III di Spagna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_III_di_Spagna">Carlo III di Borbone</a>, durante un viaggio verso <a title="Nola" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nola">Nola</a>, vi soggiornò alcuni giorni. <span title="">A memoria di tale episodio, nel centro del paese, in Piazza Mercato, fu eretto un piccolo monumento costituito da una colonna di marmo sormontata da una scultura raffigurante un cesto con alcuni pomi.<sup id="cite_ref-6" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pomigliano_d'Arco#cite_note-6">[6]</a></sup></span><sup class="noprint"><span title="">[<i><a title="Aiuto:Chiarezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Chiarezza">Pare? La fonte è descrittiva, dove sta scritto?</a></i>]</span></sup> Nei secoli successivi la colonna con i pomi fu inserita anche nello stemma comunale. È sede del Comando di Polizia Locale e della Protezione Civile di Pomigliano d'Arco.</li> <li>La torre dell'orologio, situata lungo il Corso Vittorio Emanuele, faceva parte di un palazzo con chiesa annessa risalente alla fine del Settecento. Tale chiesa, realizzata probabilmente per un voto a San Rocco, sembra non esser mai stata consacrata. Nel <a title="1844" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1844">1844</a> fu abbattuta la parte del palazzo che costituiva la chiesa ed al suo posto fu costruita l'attuale torre. In tale occasione sulla nuova facciata fu posto l'orologio rimosso dalla Chiesa di San Felice. Fino a tutta la metà del ventesimo secolo la struttura fu adibita a forno pubblico. La Torre dell'orologio è la sede della Biblioteca Comunale.</li> </ul> <h3><span id="Aree_naturali" class="mw-headline">Aree naturali</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Aree naturali" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=8">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Aree naturali" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=8">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h3> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"> <a class="image" href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Pomigliano3.jpg"><img class="thumbimage" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f8/Pomigliano3.jpg/220px-Pomigliano3.jpg" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f8/Pomigliano3.jpg/330px-Pomigliano3.jpg 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f8/Pomigliano3.jpg/440px-Pomigliano3.jpg 2x" alt="" width="220" height="165" data-file-width="3648" data-file-height="2736" /></a> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Parco Pubblico </div> </div> </div> Il parco pubblico "Papa Giovanni Paolo II" di Pomigliano d'Arco è tra i più estesi del sud-Italia, con i suoi circa 67.000 m². Nel passato, per lungo tempo, il suo territorio è stato luogo di deposito di rifiuti, ma dopo 4 anni circa di lavori è stato adibito a parco pubblico per ospitare manifestazioni ed eventi, anche di provata importanza, quali i concerti <a title="Lucio Dalla" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Dalla">Lucio Dalla</a>, <a title="Max Gazzè" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Max_Gazz%C3%A8">Max Gazzè</a>, <a title="Samuele Bersani" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Samuele_Bersani">Samuele Bersani</a>, <a title="Noa" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Noa">Noa</a> ed il "<a title="Pomigliano Jazz Festival" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pomigliano_Jazz_Festival">Pomigliano Jazz Festival</a>". Facilmente raggiungibile, grazie alla vicinanza degli svincoli di autostrade e statali, nonché grazie all'ottima posizione nel centro della città, il parco pubblico è diventato ben presto punto di riferimento non solo per la stessa città di Pomigliano d'Arco ma anche per le cittadine limitrofe che hanno trovato in questa struttura un punto di ritrovo. All'interno del parco pubblico vi sono prati, panchine, giardini a tema, percorsi ginnici, parco giochi per bimbi ed anche un ampio palco per le manifestazioni. Nel <a title="2003" href="https://it.wikipedia.org/wiki/2003">2003</a> il Parco è entrato a far parte dell'"Archivio Europeo degli Spazi Pubblici Urbani". Nel <a title="2005" href="https://it.wikipedia.org/wiki/2005">2005</a> il Parco è stato intitolato a "<a title="Papa Giovanni Paolo II" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II">Papa Giovanni Paolo II</a>". <h2><span id="Societ.C3.A0" class="mw-headline">Società</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Società" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=9">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Società" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=9">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h2> <h3><span id="Evoluzione_demografica" class="mw-headline">Evoluzione demografica</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Evoluzione demografica" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&veaction=edit&section=10">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Evoluzione demografica" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pomigliano_d%27Arco&action=edit&section=10">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h3>

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