Sant'Anastasia

<h3><span id="Idrografia" class="mw-headline">SANT'ANASTASIA</span></h3> I corsi d'acqua presenti nel territorio (detti <i>Lagni</i>) ripopolano i loro siti solo nei periodi piovosi a differenza di quanto succedeva prima; i più importanti erano il <b>Sebeto</b> ed il <b>Vesceri</b>. Di particolare interesse invece sono le <b>sorgenti dell'Olivella</b> che per la loro natura sono uniche in tutto il <a class="mw-redirect" title="Parco Nazionale del Vesuvio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_Nazionale_del_Vesuvio">Parco Nazionale del Vesuvio</a> e le <b>sorgenti Chiatanelle</b>, nascoste dal verde della montagna. (Per approfondire si veda sotto la sezione <i><a title="Sant'Anastasia (Italia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sant%27Anastasia_(Italia)#Parco_Nazionale_del_Vesuvio">Parco Nazionale del Vesuvio</a></i>). <h3><span id="Clima" class="mw-headline">Clima</span></h3> Il clima è tipicamente mediterraneo e non si denotano, nella temperatura media annuale, significative differenze rispetto alla vicina <a title="Napoli" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>; in inverno la vetta del <a title="Monte Somma" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Somma">Monte Somma</a> e la zona immediatamente vicina non di rado si colorano di bianco. <h2><span id="Storia" class="mw-headline">Storia</span></h2> <h3><span id="Et.C3.A0_del_bronzo" class="mw-headline">Età del bronzo</span></h3> L'area risulta abitata fin da tempi immemori; a testimonianza di ciò sono alcuni reperti ritrovati a nord del paese che evidenzierebbero la presenza di tribù <a title="Nomadi" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nomadi">nomadi</a> che si accampavano in quei luoghi per motivi di caccia, in particolar modo queste tribù cacciavano animali di grossa taglia. <h3><span id="Roma_antica" class="mw-headline">Roma antica</span></h3> Prima della grande eruzione del 79 d.C. il <a title="Vesuvio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vesuvio">Vesuvio</a> era rimasto inattivo per otto secoli, le popolazioni che vivevano alle sue pendici non erano neanche a conoscenza che il monte fosse in realtà un vulcano, per cui svilupparono numerosi centri agricoli e commerciali. Le prime menzioni di quel luogo ci sono date da <a class="mw-redirect" title="Cicerone" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cicerone">Cicerone</a> nel suo <i>“De Officiis”</i> e da <a title="Valerio Massimo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Massimo">Valerio Massimo</a> nel <i>“Memorabilia”</i> facendo riferimento alla disputa tra <a title="Napoli" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Neapolis</a> e <a title="Nola" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nola">Nola</a> per il possesso di queste terre alle falde del monte Vesuvio. Il <a title="Senato romano" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senato_romano">Senato romano</a> mandò come arbitro <a title="Quinto Fabio Labeone" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quinto_Fabio_Labeone">Quinto Fabio Labeone</a> il quale decise di non modificare i confini già tracciati e di destinare quella fascia di territorio alla diretta amministrazione di <a title="Roma" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>.Questo episodio, che è citato da tutti gli storici locali dei paesi vesuviani come atto fondativo del loro territorio, ha, da sempre, suscitato più di una polemica. Secondo alcuni si tratterebbe di un fatto leggendario per attribuirsi "nobili natali"; per altri addirittura non si sarebbe mai verificato. Recentemente sulla rivista "Summana" è apparso un contributo del prof. Parisi Domenico che, pur confermando l'effettiva realtà dell'episodio, avanza l'ipotesi che l'arbitro mandato dal Senato di Roma, per derimere la controversia tra nolani e napooletani, non sarebbe stato il console Quinto Fabio Labeone, ma il pretore peregrino Caio Atinio Labeone nel 195 a.C. In ragione di ciò l'area prese il nome generico di <i><b>“Campus Romanus”</b></i>, toponimo che ancora oggi si riflette su questi territori vista l'abbondanza del cognome Romano e visto il nome di una delle frazioni di Sant'Anastasia: “Romani”. Dopo la guerra sociale del 90 a.C. Roma si assicurò il dominio di tutta l'antica <a title="Campania" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campania">Campania</a> destinando definitivamente la zona del <i>Campus</i> all'amministrazione della colonia <a class="mw-redirect" title="Augusta Felix Nola" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Augusta_Felix_Nola">Augusta Felix Nola</a>. Da allora l'area venne divisa tra le più importanti famiglie romane che ne fecero un luogo di villeggiatura come testimoniato da numerosi resti di ville suburbane ma anche un attivo posto commerciale costellato di aziende agricole. <h3><span id="Medioevo" class="mw-headline">Medioevo</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span></span></h3> Nel 552 l'Imperatore <a class="mw-redirect" title="Giustiniano" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giustiniano">Giustiniano</a> mandò un esercito di <a title="Greci" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Greci">Greci</a> capeggiati dal generale <a class="mw-redirect" title="Bizantino" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bizantino">bizantino</a> <a title="Narsete" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Narsete">Narsete</a> nel sud-<a title="Italia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> al fine di cacciare i <a title="Goti" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Goti">Goti</a> al seguito del re <a class="new" title="Teja (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Teja&action=edit&redlink=1">Teja</a>. La battaglia finale si ebbe proprio nell'area del Campus Romanus, re Teja perì in battaglia e i Goti vennero sbaragliati e scomparvero dalla vita della penisola Italiana mentre i Greci, da quanto ci viene narrato da <a title="Procopio di Cesarea" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Procopio_di_Cesarea">Procopio di Cesarea</a>, decisero di insediarsi nella zona mischiandosi alla popolazione indigena. La testimonianza più importante fu data dal nome preso da una vasta fetta del Campus Romanus: Sant'Anastasia. La scelta di quel nome fu dettata dal culto di Anastasia, una Santa Vergine Greca veneratissima non solo nelle terre Elleniche ma in una considerevole parte dell'Est-<a title="Europa" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a>. Il 586 fu un altro anno importante della storia anastasiani; per ordine di <a title="Belisario" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Belisario">Belisario</a> parte della popolazione di queste terre fu fatta spostare al fine di ripopolare Napoli. Alla fine dell'VIII secolo anastasiani e napoletani (ma anche altre popolazioni vesuviane) scacciarono i <a title="Saraceni" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Saraceni">Saraceni</a> dalla città partenopea nella battaglia di <i>Castagnola</i> (odierna <a title="Portici" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Portici">Portici</a>). Il toponimo Sant'Anastasia ricorre ufficialmente per la prima volta in un decreto del 1090 succeduto da uno del 1127. Successivamente, forse per errori di copistica, Sant'Anastasia muterà il suo nome in <i>Santo Nastaso</i>. <h3><span id="Periodo_angioino" class="mw-headline">Periodo angioino</span><span class="mw-editsection"><span class="mw-editsection-bracket">[</span><a class="mw-editsection-visualeditor" title="Modifica la sezione Periodo angioino" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sant%27Anastasia_(Italia)&veaction=edit&section=9">modifica</a><span class="mw-editsection-divider"> | </span><a title="Modifica la sezione Periodo angioino" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sant%27Anastasia_(Italia)&action=edit&section=9">modifica wikitesto</a><span class="mw-editsection-bracket">]</span></span></h3> Nel periodo <a class="mw-redirect" title="Angioino" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Angioino">Angioino</a> Sant'Anastasia viene compresa nella giurisdizione della vicina <a title="Somma Vesuviana" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Somma_Vesuviana">Somma Vesuviana</a>. dopo un iniziale periodo marginale, gli Angioini favoriscono lo sviluppo edilizio, commerciale e religioso di Somma e dei suoi casali. Per un breve periodo Somma e casali vennero concessi a <a class="new" title="Guglielmo Vicecomite (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Guglielmo_Vicecomite&action=edit&redlink=1">Guglielmo Vicecomite</a> visconte di <a class="new" title="Medun (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Medun&action=edit&redlink=1">Medun</a> in cambio di liquidità, ma nel 1276 <a title="Carlo I d'Angiò" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_I_d%27Angi%C3%B2">Carlo d'Angiò</a> riprese possesso di quei territori cacciando alcuni vassalli insediatisi illegittimamente dopo la morte di Guglielmo. La politica angioina alla continua ricerca di denaro stancò la popolazione che si ribellò capeggiata da <a class="new" title="Giacomo di Costanzo (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giacomo_di_Costanzo&action=edit&redlink=1">Giacomo di Costanzo</a> contro <a title="Ladislao" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ladislao">Ladislao</a> ma la rivolta fu duramente repressa e Somma e casali furono venduti al cancelliere del regno <a class="new" title="Giovanni Tomacelli (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giovanni_Tomacelli&action=edit&redlink=1">Giovanni Tomacelli</a>. Alla fine del periodo Angioino il casale di Santo Nastaso fu prima venduto alla famiglia <i>Barrese</i>, poi riannesso a Somma Vesuviana con la quale passò prima sotto <a title="Orso Orsini" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orso_Orsini">Orso Orsini</a>, cancelliere del regno e alla sua morte ad <a class="new" title="Ugone d'Alagno (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ugone_d%27Alagno&action=edit&redlink=1">Ugone d'Alagno</a>. <h3><span id="Periodo_aragonese" class="mw-headline">Periodo aragonese</span></h3> Gli Aragonesi rilanciarono la zona, lo stesso <a title="Alfonso V d'Aragona" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alfonso_V_d%27Aragona">Alfonso V d'Aragona</a> considererà questi luoghi come “buen ritiro”. È il periodo in cui viene istituito il <a class="new" title="Mastro Mercato (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mastro_Mercato&action=edit&redlink=1">Mastro Mercato</a> a favore di Somma. Il Mastro Mercato era un cittadino eletto tra i nobili sommesi che per otto giorni amministrava la città; in questo periodo cessava ogni attività giurisdizionale, civile e penale. Tale privilegio fu foriero di aspre rivalità tra Somma e Santo Nastaso, il suo casale più importante. Il 1647 si aprì con l'insurrezione popolare Napoletana contro il dominio <a title="Spagna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spagna">Spagnolo</a>, la rivolta capeggiata da <a title="Masaniello" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Masaniello">Masaniello</a> vide gli anastasiani tra i sostenitori più presenti ma nello stesso periodo il casale subirà il saccheggio delle truppe di <a title="Altavilla" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Altavilla">Altavilla</a>. A ciò si aggiunse a distanza di pochi anni, la <a title="Peste" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peste">Peste</a> che fece circa 4000 vittime in tutta la zona; l'avvenimento si ripercosse anche sulle attività commerciali della zona a nord del Vesuvio poiché per decreto regio di <a title="Carlo II di Spagna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_II_di_Spagna">Carlo II</a> era impedito il passaggio delle merci in quelle terre. Le lotte intestine tra sommesi ed anastasiani si inaspriscono e già nel 1718 c'è un tentativo di questi ultimi di sottrarsi alla giurisdizione sommese ricorrendo al <a class="new" title="Regio Fisco (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Regio_Fisco&action=edit&redlink=1">Regio Fisco</a>; ma il contrasto più forte fu dovuto alla pratica del Mastro Mercato. Alla richiesta del 1718 seguirono altre due nel 1765 e nel 1774, ma fu tutto inutile. Il 1799, anno della rivoluzione partenopea, Sant'Anastasia si schiera con i <a class="mw-redirect" title="Borbone di Napoli" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Borbone_di_Napoli">Borbone</a> venendo saccheggiata dalle truppe <a title="Francesi" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesi">Francesi</a>. In seguito l'idillio con la famiglia Borbonica finirà e molti anastasiani si ribelleranno contro di essi a favore della libertà. <div class="thumb tleft"> <div class="thumbinner"> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> scorcio del centro storico </div> </div> </div> <h3><span id="Dal_XIX_secolo_ai_giorni_nostri" class="mw-headline">Dal XIX secolo ai giorni nostri</span></h3> Il XIX si aprirà nel migliore dei modi per la popolazione anastasiana; <a title="Gioacchino Murat" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gioacchino_Murat">Gioacchino Murat</a> abolirà il privilegio del Mastro Mercato istituendo una fiera autonoma per il borgo di Sant'Anastasia, ma l'anno che in assoluto fece la felicità anastasiana fu il 1810: Sant'Anastasia divenne municipio autonomo. La fine del XIX secolo vedrà la lotta per la libertà dai Borboni. A questi eventi si affiancano alcuni avvenimenti che segneranno un forte passaggio epocale: nuove strade di collegamento con i paesi vicini, la costruzione del mattatoio, l'acquedotto del <a title="Serino" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serino">Serino</a>, l'apertura della stazione della ferroviaria sulla rete <a title="Ferrovia Circumvesuviana" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Circumvesuviana">Circumvesuviana</a> e l'elettrificazione faranno da volano alla neonata Sant'Anastasia che nel corso del XX secolo vivrà a stretto contatto con il capoluogo, gravitando socialmente culturalmente ed economicamente.

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